ANA Sezione Valdostana

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Aggiornato il 12 ottobre 2021

                                                                                                                  
        Associazione Storico Culturale
                    J'Amis del Quart
Valdostani in Grigioverde dal 1872 al 1945
               -Alpini e altri corpi-

 Coro "MONTE CERVINO"
A.N.A. Sezione Valdostana

TUTTE LE MADRINE VALDOSTANE SONO DIVENTATE " AMICHE DEGLI ALPINI "

E' stata la " loro " Festa, un momento speciale a " loro " dedicato per esprimere in maniera concreta ed ufficiale il ringraziamento da parte di tutta la Sezione per il " loro " impegno silenzioso e costante a favore degli Alpini. Nella giornata dedicata al ricordo degli Alpini " andati avanti ", celebrata anche quest'anno in concomitanza con il Patrono delle Penne Nere - San Maurizio -, a Tutte le Madrine dei Gruppi Valdostani è stato riconosciuto il Titolo di Amica degli Alpini che permetterà ad ognuna di esse di portare il Cappello Norvegese, con il fregio dell'ANA e sfilare nelle Adunate. La Sezione Valdostana aveva assunto questa decisione in una delle recenti riunioni del Consiglio Sezionale ed è la Prima in Italia ad averlo fatto.! Elena Ronc, del Gruppo di Allein è stata la prima ad essere chiamata, l'ultima Giulia Gerbore, della Fanfara, tra di esse quasi tutte le Madrine dei 71 Gruppi!! Al palco, dove il Presidente Carlo Bionaz ed il Maresciallo del Centro Addestramento Teresa di Florio consegnavamo la Coccarda Tricolore ed il Berretto Norvegese, si sono avvicendate le donne più importanti della nostra Associazione , giovani donne , mamme , spose, nonne  che hanno respirato in famiglia  i profumi dell'alpinità e che continuano con la loro dedizione nel loro servizio di amore per tenere accesa la fiamma  di ricordi e memorie , entusiasmi e stupori giovanili, per non dimenticare quegli ideali che ti permettono di  non invecchiare  nell'anima. E' stato bellissimo vederle avanzare, alcune incerte, forse un pò spaesate e confuse da tanta attenzione, altre più sicure, disinvolte, felici e compiaciute degli applausi, eleganti, belle, tutte bellissime le nostre Donne.!! Ed è stato un momento in cui gli Alpini hano dimostrato il loro Rispetto, uomini che non sono Sopra o Sotto alle Donne, ma al Loro Fianco, in segno di Protezione e di Gratitudine, perchè senza di Loro non ci sarebbero gli Alpini.!  La tenerezza della Madrina di La Thuile, Teresa Sartori, che si è presentata vestendo la maglia ufficiale degli alpini valdostani, reggendosi al bastone con sicurezza, la fierezza della Madrina di Courmayeur, Remigia Schnetter che, autentica icona del Gruppo, custodisce la loro straordinaria storia in una monumentale ricchezza di documenti. Ed ancora Vittoria Polmonari, del Gruppo Beauregard che si avvicina e prima di ricevere coccarda e cappello si inchina davanti al Vessillo ed alla Bandiera. Gabriella Ferrarese, del Gruppo Aosta, che si presenta sorridente con una vistosa ingessatura al braccio sinistro. Le prime luci della sera facevano da " quinta " ad un palcoscenico privilegiato   dedicato solo a " Loro!!
E' stato molto importante la partecipazione delle Autorità che, con la loro presenza, hanno sottolineato l'ufficialità della cerimonia e l'adesione delle Istituzioni ad un evento che inorgoglisce e rende fieri gli Alpini della Sezione Valdostana. Accanto al Sindaco della Città di Aosta, Gianni Nuti, si sono ritrovati il Presidente della Regione, Erik Lavevaz ed il Questore, Ivo Morelli, quindi il Maresciallo Teresa di Florio - in rappresentanza del Centro Addestramento ed il Colonnello Giovanni Santo - in rappresentanza delle Truppe Alpine, il Colonnello Giovanni Cuccovillo, Comandante del Gruppo Carabinieri di Aosta, il Tenente Colonnello della Finanza Riccardo Scuderi.
Nella prima parte della Cerimonia sono stati letti i nomi di oltre cento Alpini " andati avanti " negli ultimi dodici mesi. Un lungo elenco che ha fatto rivivere, per brevi istanti, le figure di mariti, padri, nonni, ex combattenti, fatti rivivere nel cuore dei famigliari, fra le lacrime e la commozione nascoste a fatica, con pudore.
Una Cerimonia accompagnata dalle note della Fanfara diretta dal Maestro Giancarlo Telloli che ha scandito, con la solita bravura tutti i momenti istituzionali, sulla piazza davanti al Monumento del Soldato Valdostano, accanto alla Bandiera Tricolore, retta dall'alpino Franco Giandolini e al Vessillo della Sezione Valdostana, affidato all'alpino Alfonso Sagaria.

Carlo Gobbo

UN LIBRO PER LA SOLIDARIETA'
" Le Penne Nere sono custodi delle testimonianze dei nostri predecessori, i quali si sono sempre spesi in prima persona. Una lezione che abbiamo fatta nostra rendendola concreta attraverso il nostro impegno quotidiano sul fronte della Solidarietà." Con queste parole il Presidente della Sezione Valdostana, Carlo Bionaz, ha accolto il prezioso dono fatto dalla scrittrice Lorena Isabellon che ha raccolto nel suo " Alpini " gli articoli redatti a suo tempo prima e durante l'Adunata Nazionale che Aosta ospitò nel 2003, in occasione dell'80° Anniversario di fondazione dell'A.N.A. Valdostana. Mille copie che saranno messe in vendita, ad offerta libera, per raccogliere denaro da destinare alla Solidarietà. Ancora il Presidente Bionaz: " Un gesto che abbiamo apprezzato moltissimo e che non mancheremo di esaltare per la generosità del gesto e per la genuinità dello spirito che lo ha fatto nascere."
Gli Alpini non fanno mai pesare le ore dedicate agli altri, non chiedono mai ringraziamenti per il loro impegno di volontariato civile e sociale. Gli Alpini donano, senza chiedere! Il gesto di Lorena Isabellon ci gratifica e ci rende fieri ed orgogliosi perché testimonia come la stima nei nostri confronti si sia rafforzata quotidianamente durante la pandemia, quasi come una luce di speranza nel buio. La nostra Solidarietà trarrà preziosa linfa dalla vendita di questi mille libri e ci aiuterà a sostenere quelle iniziative solidali, grandi e piccole, che potremo prendere nei confronti di chi ha più bisogno di aiuto.
Nel libro sono raccolti dati, interviste, articoli, testimonianze riguardanti tutti i Gruppi Alpini Valdostani   ed alcuni preziosi ricordi di Alpini che hanno contribuito a far crescere la storia della Sezione Valdostana.
Da rileggere con un pò di emozione le pagine di Angelo Todeschi, che fu Vice Presidente Nazionale dell'A.N.A. (la cui sposa Laura Quaizier è la Madrina della Sezione) e di Mario Rigoni Stern. Di entrambi si celebra quest'anno il Centenario della nascita.
Gli Alpini sono autentici interpreti del senso più profondo di amicizia, solidarietà ed aiuto reciproco, valori di cui oggi abbiamo uno straordinario bisogno e che dobbiamo trasmettere alle future generazioni.
Aosta, 22 settembre 2021
   Carlo Gobbo.

L'accurata e preziosa ricostruzione  del nostro Socio Antonio Vizzi ci permette di rileggere con grande emozione la Storia del Gruppo Aosta  il cui cammino associativo è stato percorso  da uomini e vicende  che hanno arricchito il  nostro patrimonio sociale e morale. Le testimonianze sono intense  e vibranti  . Scorrendo il lungo elenco di coloro che ci hanno consegnato il Gruppo Aosta non si può restare insensibili  ed il senso di gratitudine è grande , come è grande l'orgoglio e la fierezza per  quel senso di appartenenza che , in occasione del Novantesimo Anniversario di Fondazione , ognuno di noi avverte nel proprio cuore . In tutti questi anni tante Penne Nere hanno posato lo zaino a terra lasciando impronte che il vento non potrà cancellare.  Ed è proprio per rendere Loro Onore e Rispetto che   abbiamo il compito di continuare nella loro opera, con lo stesso impegno , con le stesse energie , con lo stesso spirito alpino e , perchè no ,  anche con gli stessi sogni .!  Lunga vita al Gruppo Aosta.
Il Capo Gruppo Carlo Gobbo
Gruppo ANA di Aosta. Fondazione: 1931. Località: Aosta. Alt. 583 m. I Veullatsu  sono 31.249; Capogruppo: Carlo Gobbo. Madrina del Gruppo: Gabriella Ferrarese Macrì. Sede: Villa Brezzi. Alpini iscritti: 160, di cui 40 aggregati.
Recapito: Tel.  329 2131009 , email carlogobbo44@alice.it
GRUPPO ANA AOSTA
Aosta, con i suoi oltre 2000 anni di storia, vanta un posto d'onore nella costruzione Patria, legata agli eroismi del suo Battaglione Alpini “Aosta”, che nel 1923 fu decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare per i fatti d'Arme di Monte Vodice (18/21 maggio 1917) e di Monte Solarolo (25/27 ottobre 1918). Se ci riferiamo solo alle giornate dei “Solaroli”, il battaglione subì le seguenti perdite: 10 Ufficiali morti e 13 feriti; 130 Alpini morti o dispersi e 643 feriti. Per quelle eroiche giornate furono assegnate: 1 M.O. (Sten. Zerboglio), 39 di A., 68 di B. e 5 Encomi solenni. Ed è proprio per la Grande Guerra, la IV Guerra d'Indipendenza, che Aosta deve considerarsi un “Museo a cielo aperto”, perché vanta un “Quadrilatero dell'Onore al Valore Militare” di tutto rispetto: infatti, le vie che delimitano il complesso (oggi smantellato in attesa che vengano conclusi i lavori di adeguamento della NUV, l'Università valdostana)  della vecchia e cara Caserma Testafochi: via Monte Solarolo, sul lato est, via Monte Pasubio, su quello nord, via Monte Vodice, sul lato ovest e la “Palazzina Giordana”, su quello sud, prospiciente la Piazza della Repubblica, rappresentano una sintesi morale del valore dei Valdostani durante la Prima Guerra Mondiale. Erede della Brigata “Aosta”, che dopo avere partecipato alla battaglie di Goito, Santa Lucia, Peschiera, Palestro, Magenta, e San Martino, nelle quali si distinse per valore, pagando un considerevole contributo di sangue, nel 1855, la Brigata “Aosta” fu inviata in Crimea, dove diede dimostrazione del valore dei Valdostani, e dove i suoi soldati coniarono l'ormai famoso motto: Ch’a cousta l'on ch'a cousta, viva l'Aousta”, il motto che risuona in ogni Adunata Nazionale e durante tutte le occasioni in cui gli Alpini Valdostani devono ricordare i nostri Caduti.
Il Gruppo ANA di Aosta potrebbe far coincidere la sua nascita con la fondazione della Sezione nel 1923. Ma non sarebbe giuridicamente corretto. Lo stesso inconveniente si è verificato con la Sezione ANA di Milano, che potrebbe essere datata 1919, anno di costituzione dell'ANA nazionale, ma che, invece, più che coerentemente, deve essere fatta registrare al 1° dic. 1928, quando la sede dell'ANA fu trasferita da Milano a Roma, per ritornare a Milano dopo la Guerra. Quindi è giusto far risalire la fondazione del Gruppo ANA di Aosta, come confermato dal Gen. Giuseppe Bellinvia, Presidente Sezionale dal 1975 al 1988, estensore della prima “Storia della Sezione dal 1923 al 1990”, al 14 maggio 1931, quando tutti i soci che avevano fondato la Sezione decisero di costituire il loro Gruppo, affidandone la guida al Geometra Enrico Cuaz. Dopo la lunga interruzione dovuta agli eventi bellici, il Gruppo si ricostituirà ufficialmente il 9 febbraio del 1949 (ed anche qui ricorriamo al libro di Bellinvia) e ne assumerà l'incarico di Capo Gruppo il socio Cesare Camos. Dalla rifondazione si sono succeduti: Angelo Henriet, Renato Willien, Nino De Bona, Athos Balestrieri, Astolfo Landi, Giuseppe Bellinvia, Filippo Bonfant, Giovanni Del Negro, Giampietro Mocellin, Aldo Sartori e del compianto Luigi Enea. Oggi, dopo il decesso del compianto Luigi Enea, lo scettro di Capogruppo è passato a Carlo Gobbo, che ricopre anche l'incarico di Direttore de “L'Alpin Valdoten”. A questo punto è doveroso sottolineare le figure di alcuni di loro perché, grazie alla loro dedizione ed all'impegno che hanno profuso, con dispendio di grandi energie morali e intellettuali, hanno consentito al Gruppo di raggiungere obiettivi significativi. Fra i primi ricordiamo Astolfo Landi, che nel 1978 assume la direzione del giornale sezionale (Dal 1° maggio 1978 al 2 marzo 2002 fino al n. 132). Landi è uno dei fondatori del nostro giornale con il Gen. Bellinvia e René Willien. Preziosa Segretaria di redazione sarà la Signora Landi, Luciana Faletto, dal 1978 al 2009, per 32 anni. Dopo Landi, prima del 1975, lo stesso Bellinvia, il futuro Presidente di Sezione, viene eletto Capogruppo dell'Aosta. A Bellinvia succede un altro eclettico capogruppo: il Gen. Filippo Bonfant (cl. 1920), dal 1973 al 1990, che ha dimostrato un'esemplare energia ideando e organizzando eventi che hanno lasciato il segno nella vita del Gruppo e della stessa Sezione. A Bonfant si devono: il “Raduno nel Nome di Aosta”; i numerosi viaggi “Alpino conosci l'Italia” (dal 1984 al 1990); le famose “tradotte”; gli altrettanti numerosi viaggi in Europa: Pellegrinaggi a Lourdes; a Budapest, Vienna, Praga; ai Castelli della Loira; in Normandia. Filippo Bonfant ha scritto: “Alpini Sempre” e “Da Parigi a Marengo” (sulla seconda campagna napoleonica in Italia). Bonfant ha incontrato Cantore  nel 2006. Dopo Bonfant è stata la volta del compianto Giovanni Del Negro, per gli amici “Nini”, poi di Aldo Sartori e del compianto Luigi Enea. Grazie anche all'entusiasmo di alcuni alpini del Gruppo di Aosta, nel 1958, è stato costituito il Coro Penne Nere affidato alla direzione del Maestro Angelo Agazzani. Dal 1959 al 1961 i coristi sono stati guidati dal M° Giovanni Del Negro, e dal 1961 dal M° Guido Sportelli. Attualmente il coro vive di vita propria e non è più legato all'ANA.
Oggi, dopo la forzata rinuncia di Enea nell'incarico di capogruppo, il ragazzo del sud, classe 1953, che recentemente ha “posato lo zaino a terra” e che sarà ricordato per il suo forte legame al nostro Cappello, il Gruppo è affidato a Carlo Gobbo, direttore de “L'Alpen”, che sta proponendo, con la sua energia morale e le sue indubbie doti di intellettuale, un nuovo corso al Gruppo, che nel 2021, a causa della pandemia, non potrà celebrare degnamente il suo 90° anno di fondazione, limitandosi, quindi, ad un incontro intimo per “Non dimenticare”. Il ruolo di madrina, dopo l'indimenticabile Luciana Faletto Landi, che ha raggiunto il  suo amato “Toto” nel 2009, fu affidato a Liliana Fussambri, la quale, dopo avere raccolto il “pesante fardello” di Luciana, non fece mancare al Gruppo la sua sensibilità di “Madre” e di “Donna”. Oggi la madrina è Gabriella Ferrarese, consorte di Michele Macrì. Il Gruppo vanta 160 iscritti di cui 40 aggregati (sarebbe meglio dire: aggregate), quasi tutte “donne”.
La sede del gruppo coincide con la sede sezionale in Villa Brezzi, l'antica residenza del Direttore dell'Ansaldo-Cogne, Giuseppe Brezzi, agli inizi del XX secolo, padre del Ten. Pilota Andrea, pluridecorato (1 M.O., 1 M.A., 2 M. B.) per i suoi atti d'eroismo, caduto in Albania il 21 dicembre del 1940.  
Momento esaltante, il 90° di fondazione, che dovrà servire a tutti noi per non dimenticare l'eroico comportamento del Battaglione Alpini “Aosta”, decorato di Medaglia d'Oro al Valor Militare, quasi completamente costituito da alpini valdostani; un nome glorioso che dobbiamo perpetuare nel futuro, sostenendo con determinazione l'intitolazione del cortile della Caserma Testafochi (complesso inaugurato nel 1935, mentre la storica casermetta Beltricco, che ha ospitato i primi alpini, è del 1887), quando i lavori della NUV saranno terminati, al Battaglione dei Valdostani, quindi “Piazza Battaglione Alpini Aosta”.
Antonio Vizzi

LA PROSSIMA 93^ ADUNATA
si terrà a RIMINI
da Giovedì 5 a Domenica 8 MAGGIO 2022

La Banca della Sezione Valdostana
Serata di ringraziamento per i volontari della Protezione Civile a Valpelline
Il giovane ed affermato scultore di Aymavilles, Michel Rosset, ha donato alla Sezione Valdostana dell'ANA una sua recente opera ispirata alla Solidarietà
Gruppo Alpini di Saint-Pierre
Les Trois Amis (quasi centenari)
Il Gruppo di Bionaz al lago Lexert
per ricordare i capigruppo andati avanti:
Romano Blanc, Giuseppe Blanc, Eugenio Vergeron
Gruppo Alpini di Saint Pierre
Mathias Alpino per un giorno
Alpin Valdoten nr 198 periodo Maggio-Luglio 2021
Ventennale di ristrutturazione della cappella di Rodoz
Luglio 2021 - Breuil-Cervinia commemorazione del Btg Monte Cervino
Protezione Civile
Esercitazione Rapy

Anna  Fosson la nuova  Amica degli Alpini

26 gennaio, Settimana della Memoria e del Sacrificio Alpino



Nuovo Coordinamento Sezione Protezione Civile ANA VdA


VIDEO DEGLI ALPINI



Centro Addestramento Alpino di Aosta   
                  di Gianfranco Ialongo (2016)
La Memoria dell'Aosta
di Gianfranci Ialongo
La Grande Guerra del Battaglione Aosta
          di Gianfranco Ialongo
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