Vai ai contenuti

ANA Sezione Valdostana

Salta menù
Salta menù

per ascoltare il canto clicca sulla freccia >

MAMMA MIA VIENIMI INCONTRO
Canzone degli alpini diffusa nel Trentino e in diverse aree dell’Italia settentrionale. Nel testo il militare racconta la dura vita al fronte e si fa riferimento alla guerra italo-abissina del 1896, in particolare alla battaglia di Adua, che vide protagonista il generale Oreste Baratieri.
La versione più datata è stata documentata dal sottotenente Bruno D’Agostini nel suo diario nel 1935 durante la guerra d’Abissinia, dalla diretta testimonianza di un soldato, che l’ha appresa dal nonno, un reduce della guerra italo-abissina del 1896. D’Agostini ha raccolto il testo e trascritto la musica, armonizzata per
il Coro della SAT dal maestro Bruno Pedrotti.

Mamma mia vienimi incontro
vienimi incontro a braccia aperte
io ti conterò le storie
che nell’Africa passò

Un reduce della disastrosa battaglia di Adua, uno dei pochi, che ritorna a “baita”; la madre lo accoglie e possiamo solo immaginare l’emozione che si è creata. Dopo i baci gli abbracci le parole sussurrate piene d’amore, il diradarsi della “nebbia schifa”, subentra la serena calma dettata dal trovarsi a casa con l’affetto dei famigliari e degli amici.

Maledette quelle contrade
quei sentieri polverosi
sia d’inverno, sia d’estate
qua si crepa dal calor

E allora nella serena calma famigliare, pressato e incoraggiato, il reduce racconta quel triste, drammatico e folle tratto della vita cui è stato obbligato a vivere. Un mondo a volte solo sentito raccontare, un mondo completamente differente dalle montagne, colline e pianure, dove è nato dove ha conosciuto e rispettato la natura. Nella follia umana, ove l’arroganza delle nazioni vuole imporre ad altri popoli un destino da sudditi schiacciati dalle follie economiche di pochi potenti, anche l’Italia vuole fare la sua parte nel colonizzare territori; ecco quindi per impreparazione, arroganza e mancato rispetto umano, che gli alti comandi commettono errori che si ammassano e si riversano sui militari inviati allo sbaraglio.

Baratieri ci manda a dire
che si trova là sui confini
che ci vogliono gli Alpini
su péi monti a guerreggiar

Il nostro reduce ricorda che gli Alpini vennero chiamati dal governatore Baratieri “su pei monti a guerreggiar”; il soldato deve ubbidire agli ordini non sapendo se corretti oppure errati, come lo sono stati a seguito di una decisione affrettata e non strategicamente corretta decisa dal Baratieri e dal suo stato maggiore: ne consegue una campagna militare italiana in Eritrea culminata con la disastrosa battaglia di Adua nel 1896, nella quale, Baratieri governatore,
guidò le truppe Italiane contro l’esercito etiope subendo una pesante sconfitta che diede termine alle ambizioni coloniali in Africa orientale.
Baratieri (non Alpino) diede prova di mediocri qualità militari e verso la fine della battaglia di Adua venne protetto dagli Alpini che erano al comando del Tenente Colonnello Davide Menini, che cadde in battaglia e non si è mai saputo dove in quanto il suo corpo non venne ritrovato. Gli Alpini ebbero 400 morti pari al 75% degli effettivi; nella grave sconfitta vennero persi circa 7.000 soldati tra Italiani ed àscari. Il governo Italiano inviò due divisioni che giunsero in Eritrea dopo la battaglia: un reggimento di Alpini e quattro batterie da montagna, il loro intervento fu limitato in quanto gli abissini si erano ritirati; furono quindi rimpatriati: Torneranno presto in Africa, questa volta in Libia.
Torna ai contenuti