ADUNATA A GENOVA 2026
Ci sono le parole spesso pesanti i e ci sono i fatti che le sconfessano. Ci sono le minacce ingiuriose proferite tra bugie colossali che gli uomini e le donne ai quali sono rivolte accolgono con un sorriso e con la consapevolezza di poter smontare in un attimo qualsiasi dialettica polemica. E tanto altro ancora , del quale si discuterà sui tavoli competenti . Carlo Gobbo, Capogruppo dell’Aosta , ha guidato per l’ occasione una comitiva di 54 persone , Alpini, Aggregati, Amici degli Alpini.
”Genova , la sua gente e l’intero territorio ligure hanno dimostrato quanto fossero sciocche e pretestuose le prese di posizione nei confronti dell’Adunata ed il grande cuore delle Penne Nere ha subito riscaldato animi un po' ribelli . Il ligure è di natura brontolone e ribelle ma non ha saputo resistere al calore , all’allegria e alla serietà della più grande famiglia italiana , l’Associazione Nazionale degli Alpini. Non bisogna dimenticare infatti che , proprio per il valore della tradizione ligure alpina , Genova accoglieva per la sesta volta le Penne Nere di tutto il mondo e quando siamo transitati nella bellissima via XX settembre abbiamo rivolto il pensiero a quando nel 1920 si ritrovarono per la prima volta i Reduci , fondando la loro ANA.”La Liguria e Genova , in passato ,sono state tra le mete preferite per i valdostani , in estate e d’inverno. Le prime colonie marine per i bimbi , le settimane di corroboranti passeggiate sui lungo mare per gli anziani. Tutto è servito nel tempo per creare un rapporto quasi confidenziale tra la nostra Regione e la città della Lanterna, soprattutto verso la costiera di Ponente. “ Era sufficiente pensare per un attimo alla grande empatia che unisce queste popolazioni per smontare in un attimo tutta l’architettura un po' faziosa che il venticello calunnioso aveva sollevato percorrendo i caruggi cittadini. Gente di mare e di montagna , abituata a lavorare la terra , in luoghi anche difficili e scoscesi perché la pesca non è sufficiente per sfamare le famiglie. Mani dure e forti che si sono incontrate in un lungo abbraccio di rispetto e di riconoscenza perché , quando le acque invadono le cittadine , quando le tragedie delle strutture che cadono, gli Alpini arrivano e senza chiedere nulla cominciano a lavorare.
Tutto questo è stato ricordato durante la lunghissima sfilata , durata ore ed ore , striscioni che oltre all’attualità riaprivano il cuore dei ricordi per le straordinarie operazioni di soccorso nel Friuli devastato, immagini che a 50 anni dall’evento continuano a suscitare commozioni . Carlo Gobbo : “ Avevamo programmato un incontro con il Gruppo di Spilimbergo , il Capogruppo Raffaele Tomasella era visibilmente commosso nel ricordare , come pochi giorni prima, alla grande commemorazione in terra friulana fosse intervenuto a sorpresa Andrea Boccelli, senza voler alcun compenso. Certe ferite non si rimarginano facilmente. Ecco perché le “ polemiche “ di Genova non avevano influito per nulla sul piacere di andare alla nostra grande festa alpina.”
Quanti alpini valdostani hanno sfilato ? Carlo Bionaz , Presidente della Sezione Valdostana : “ Ero un pochino preoccupato ma i numeri mi hanno smentito e non mi è affatto dispiaciuto : Protezione Civile , Fanfara , Consiglio Sezionale, Gagliardetti ( ben 63 ..) , Sindaci e voglio ringraziare in modo particolare le Signore con la Fusciacca , le Madrine ,il Coro , gli striscioni che ci rimandano alle nostre storie più care . Quindi gli alpini , le Penne Nere che hanno sfilato tra due ali festanti di pubblico, centinaia e centinaia . Il nostro servizio d’ordine stima un migliaio di presenze , ma erano molti di più , anche perché tanti hanno o preferito assistere allo spettacolo dietro le transenne..”
E’ stato un evento per tutti e tutte ,senza distinzioni di sesso , genere , pensiero politico. Un evento che lascerà un bellissimo ricordo alla città perché Genova si è riappropriata dei propri spazi , rivedendo migliaia di persone in strada travolti da una sana e genuina felicità alla quale hanno contribuito con successo le Penne Nere Valdostane . Grazie ed appuntamento il prossimo anno a Brescia.
Carlo Gobbo